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    De.licio.us

    OGGI: cambio casa

    di francescogallo (02/08/2004 - 00:06)

    E alla fine ho deciso di cambiare casa!

    Cliccate qui e saprete tutto!

    Ciao!

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    OGGI: ecccomi di nuovo!

    di francescogallo (01/08/2004 - 09:09)

    Eccomi di ritorno.

    Le vacanze sono andate più che bene.

    Adesso controllo gli altri blog, e la posta, e mi rimetto subito all'opera.

    Dite la verità, non aspettate altro, vero?

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    OGGI (domani mattina presto): si parte!

    di francescogallo (23/07/2004 - 22:42)

    Ebbene sì. Anch'io vado in vacanza. Non l'avreste mai detto, vero?

    E, precisamente, qui

    Reservation HOTEL CLUB SANGRILA FUSCALDO hotel

    Spero di divertirmi e di rilassarmi e beh, le solite banalità.

    Tornerò sabato 31. Si spera, nel pomeriggio.

    Arrivederci a tutti (e, ai quanti andranno in vacanza pure loro -- mentre io, oramai abbondantemente abbronzato, starò lì a decidere se giocare a tennis o se tuffarmi-a-palla-di-cannone in piscina o, meglio ancora, a non far proprio niente -- auguro anche a loro buone vacanze!)! E chi invece rimarrà a casa? Giusto. Tocca pensare anche a loro. Beh, auguro loro ogni genere di bene.

    Ciao!

    P.S.

    Al ritorno ci sarà una sorpresa. Ma, al momento, preferisco non dirvi niente.

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    OGGI: stato d'animo

    di francescogallo (22/07/2004 - 21:51)

    Adesso.

    Un rumore.

    Nella mia testa.

    Come se fossi tutto un bicchiere. Enorme. Capienza tipo un milione di cubi o quadretti centilitri d'acqua (o come si dice).

    Schhhhhhhhhhhhh.

    Così.

    Come se dentro di me, dentro al bicchiere, avessero gettato una gigantesca compressa di SUPRADIN. Volume tipo un milione eccetera.

    Schhhhhhhhhhhhh...

    Bollicine. 

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    OGGI: storie di bacchette cinesi

    di francescogallo (22/07/2004 - 12:12)

    Ieri sera: fatto baldoria.

    Vado a letto che è mezzanotte passata, quasi l'una. Accendo la tivù. Cerco qualche telegiornale flash o magari una rassegna stampa (di solito guardo quella su raitre, di solito con Maria Cuffaro). Niente. Non riesco a prendere sonno (più tardi invece mi addormenterò e farò un sogno: dal balcone della mia stanza, in alto, in cielo, osserverò delle strane luci. Mi affaccerò meglio e vedrò che da alcuni nuvoloni neri-bluscuri fanno capolino strane luci che dapprima sembreranno "semplici" comete o palle spaziali o, meglio ancora, meteoriti -- che però procedono orizzontalmente -- e poi, invece, m'accorgerò essere delle vere e proprie navicelle spaziali -- proprio a forma di disco, e proprio oscillanti, e proprio con gli oblò e ci manca solo ET che faccia ciao con la mano e quel suo dito/torcia elettrica e la piccola Drew Berrymore che chi se lo immaginava sarebbe diventata così carina --. Allora, speventato all'idea di essere solo dinanzi a quel fenomeno incredibile, mi metterò ad urlare a squarciagola per attirare l'attenzione, e correrò in cucina a chiamare mio padre -- mio padre che è, tra l'altro, un grande appassionato di fantascienza diciamo così, filmica --. E mio padre accorrerà. Ma mio padre non farà in tempo. E, a quel punto, nel cielo non ci sarà più niente. Ma, quel che è peggio, è che lui -- mio padre -- si accorgerà che quelle che probabilmente avevo visto in cielo non erano astronavi provenienti da un altro pianeta, tantomeno un insolito fenomeno atmosferico, ma le proiezioni luminose di un giocattolo -- nel sogno vedrò perfettamente il giocattolo: ha la forma di una trottola per bambini, di quelle che se le facevi andare veloci all'interno si dischiudeva un fiore di plastica e dentro appariva un'ape, mi sembra -- con il quale le figlie del signore che abita al piano sotto da me stavano giocando in quel momento -- all'una di notte?!?. E fine del sogno). Dunque, scrivevo che ieri sera non riuscivo a dormire. E allora mi sono ricordato che qualche ora prima, prima che iniziasse la baldoria vera e propria, un mio amico mi aveva regalato un libro che lui stesso aveva comprato insieme ad altri ma s'era dimentico di averlo già. Lo tengo nello zaino (io vado sempre in giro con uno zaino sulle spalle). Lo prendo. E' ben impacchettato. Allora mi inginocchio sul letto e do il via alle macchinose operazioni per liberarlo. Di solito ci riesco grazie alle miei unghie (non sono uno di quelle che se le mangia). Ma questa volta niente da fare: le ho tagliate da poco. Provo con i denti. No, perchè ho paura di farmi male (già mi è successo, tra l'altro). Vedo che su un lato c'è un minuscolo forellino. Potrei infilarci un dito e poi strappare. Ma che. Non le mie dita (parecchio grandi e cicciotte). A questo punto: la brillante idea. Apro il cassetto di fianco al letto. Mi dico: qua dentro troverò sicuramente qualcosa che farà al caso mio. Cerco, frugo, ravano. Niente. Servirebbe una chiave. Magari un tagliaunghie. Solo cavi elettrici (anche quello del basso di mio fratello: mai suonato, per mia fortuna), carica batterie del cellulare, una vecchia foto scolastica... TA DAM!!! Ecco! Una bacchetta del ristorante cinese! Là, sistemata in fondo in fondo, sola soletta. La afferro. Valuto le dimensioni della punta (mi sa che può andare). La infilo nel buchetto dell'involucro. Ci va? Ci va. Allora entro, penetro, allargo, ruoto, divarico e infine squarcio. Faccio il resto con le mani. Quando resto con il libro "liberato", lo sfoglio un po', lo guardo, cerco un indice (non c'è). E' piuttosto breve. Magari lo leggerò sabato, in treno [venerdì sera saprete di cosa sto parlando]. Sì, farò così. Metto da parte il libro. Spengo la tivù. Al buio, mi rigiro la bacchetta del ristorante cinese tra le dita come a volte fanno i batteristi durante i concerti. Un paio di minuti dopo, m'addormento. Questa mattina, al risveglio, non ho trovato più la bacchetta. Chissà, magari Drew Barrymore è entrata nella mia stanza e se l'è portata via.

    Seee...

    Come no.

    Sogna Francesco.

    Sogna.

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    OGGI: finalmente!

    di francescogallo (20/07/2004 - 00:07)

    Intanto, per adesso, ho proveduto a cambiare carattere di scrittura (fatemi sapere).

    E un'altra cosa: se ho potuto fare tutto questo questa sera (adesso notte) è solo perchè il mio caro fratello è qui, in questo momento, a bighellonare felice, con quegli strani esseri (e c'ho anche un cugino quasi fraterno) che lui chiama amici (per non parlare dei miei, quei pochi, in carne e ossa) per una di queste strasse (dico bene?), in cerca di una casa e di tanto, tanto divertimento...

    Un saluto, e gli auguro di tornare quanto pri...

    Beh, sì, insomma, come si usa dire.

    Quanto pri...

    Ma è così bello avere la camera tutta per me!

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    OGGI: quotidiani

    di francescogallo (19/07/2004 - 22:26)

    Da LaRepubblica
    DOMENICA 18 LUGLIO 2004

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    Le immense riserve unica risorsa

    BOLIVIA AL VOTO
    SUL FUTURO DEL GAS

    LA PAZ -- Quattro milioni e mezzo di boliviani sono chiamati oggi alle urne per decidere il futuro dell'unica, straordinaria, risorsa del più povero tra i paesi del Sudamerca: il gas naturale. Il presidente, Carlos Mesa, spera di ottenere il consenso popolare (50 percento più uno dei voti) per rinegoziare i contratti con le multinazionali (Total, Mobil, Repsol) che hanno già investito miliardi nei porgetti di commercializzazione. Le opposizioni, in particolare i movimenti legati agli indios quechua e aymara, si abbattono invece per il boicottaggio e chiedono la nazionalizzazione dell'estrazione del gas. Un altro motivo di scontro è il progetto di gasdotto che, per raggiungere Messico e California, deve passare per il Cile, nemico storico della Bolivia.

    -----------------------------------------

    "BLOCCATE L'ESUMAZIONE DI
    LEOPARDI"
    SOS DEL GOVERNATORE
    DELLE MARCHE A URBANI

    ROMA -- Bloccare l'esumazione di Leopardi: lo chiede in un telegramma al ministro Urbani il presidente delle Marche, D'Ambrosio. A proporre l'esumazione del poeta sono stati un'archeologa tedesca e l'autore Rai Silvano Vinceti, già promotore del recupero dei resti di Matteo Maria Boiardo. Proposta accolta con sfavore dal Centro studi leopardiani e dai discendenti del poeta. Che fra l'altro, morto a Napoli durante un'epidemia di colera, quasi sicuramente non fu sepolto nell'attuale tomba monumentale, ma in una fossa comune. Il soprintendente ai beni Culturali di Napoli smentisce di aver firmato l'autorizzazione, che comunque non è sua competenza.

    -----------------------------------------

    "E' VIETATO IMPEDIRE
    ALLA MOGLIE DI TRUCCARSI"

    ROMA -- Il marito non può impedire alla moglie di esprimere la propria femminilità, vietandole di truccarsi e di vestirsi secondo le sue scelte. Lo ha deciso la Corte di Cassazione che ha confermato la condanna per "maltrattamenti" ad un marito triestino, D.C., che vietava alla moglie "di truccarsi, di vestirsi e di pettinarsi secondo il suo gusto". Un comportamento da "padrone" che veniva applicato anche alle pulizie di casa: la consorte, infatti, sotto "ingiurie" veniva obbligata ad affettuare le faccende domestiche secondo quanto deciso dal marito". Stando a quanto stabilito dalla sesta sezione penale della Suprema Corte, un comportamento di questo tipo costituisce una vera e propria forma di "maltrattamento" punibile in sede penale. Il marito triestino è stato condannato a pagare 500 euro alla cassa delle ammende.

    -----------------------------------------

    MILANO, RAPINA GIOIELLERIA
    E FUGGE CON UN OSTAGGIO

    MILANO -- Terrore ieri mattina, nell'affollata strada di Milano consacrata allo shopping e ai saldi: corso Buenos Aires. Un rapinatore solitario, pistola in pugno, ha assaltato una gioielleria e ha ammanettato e derubato l'artefice, un uomo di 40 anni. Poi, inseguito dal negoziante, con le mani bloccate dietro la schiena e con la forza di gridare aiuto, per due volte ha tentato di sparargli addosso in mezzo alla gente, facendo cilecca solo perchè i proiettile erano umidi o vecchi. Infine il bandito è saltato al volo sulla macchina di un idraulico di passaggio e ha costretto l'artigiano, tenuto sotto tiro, ad allontanarsi velocemente dalla zona. L'ostaggio è stato liberato dopo un paio di chilometri, il bandito ha continuato la fuga a piedi ed è riuscito a sottrarsi alle ricerche di polizia e carabinieri. Terrorizzati i testimoni. Una parrucchiera e altre persone, sulla traiettoria del pistolero, si sono rifugiate in un hotel del quartiere. Il gioiellere, che dice di aver rincorso il rapinatore "per istinto", ha capito solo dopo di essere vivo per miracolo.

    ------------------------------------------

    Cosa prendeva Proust a colazione? Prima che la sua malattia si aggravasse, due tazze di caffè forte con un po' di latte, servite in una caffettiera d'argento con incise le sue iniziali. Gli piaceva che il caffè fosse ben pigiato nel filtro e che l'acqua passasse goccia a goccia. Mangiava anche un croissant, che la sua cameriera [Céleste Albert, se non sbaglio... Ndfg] andava a prendere in una panetteria dove sapevano proprio come farli croccanti e burrosi, e che egli inzuppava nel caffè mentre dava un'occhiata alla posta e leggeva il giornale.

    Le opinioni di Proust sull'argomento erano piuttosto complesse. Per quanto insolito, il tentativo di comprimere i sette volumi di un romanzo [il suo... la recherche. ndfg] in quindici secondi non è nemmeno paragonabile alla concentrazione delle storie che si riscontra nella pagina di un quotidiano. Storie che occuperebbero comodamente venti volumi si vedono ridotte nello spazio striminzito di qualche colonna, in una lotta senza quartiere per attirare l'attenzione del lettore con una moltitudine di drammi che se un tempo potevano essere a forti tinte, ora sono grigi e sbiaditi. Ah, "quell'atto abominevole e voluttoso definito leggere il giornale", scrisse Proust, "grazie al quale tutte le sciagure e i cataclismi dell'universo avvenuti nelle ultime ventiquattr'ore, le battaglie che hanno costato la vita a cinquantamila uomini, i delitti, gli sciperi, i fallimenti, gl'incendi, gli avvelenamenti, i suicidi, i divorzi, le crudeli emozioni dell'uomo politico o dell'attore, trasmutati per nostro uso personale, per noi che non siamo neanche interessati, in un dono mattutino, si associano in modo eccellente, in modo particolarmente eccitante e tonico all'ingestione raccomandata di qualche sorso di caffellatte!"

    Perciò, non dovrebbe sorprenderci la facilità con cui il pensiero di un altro sorso di caffè può distrarci dal nostro tentativo di considerare con la necessaria attenzione quelle pagine così fittamente coperte di minuscoli caratteri, e forse adesso anche di briciole. Più un racconto è concentrato, meno ci sembra meritare lo spazio che gli è stato assegnato. Com'è facile immaginare che oggi non sia accaduto assolutamente niente, dimenticare i cinquantamila morti in guerra, sospirare, gettare il giornale da una parte e sentire una leggera ondata di malinconia per la noia della routine quotidiana.

    Proust vedeva la questione in una maniera un po' diversa. Un'intera filosofia, non solo di lettura ma di vita, emerge dall'osservazione fugace di Lucien Daudet [amico e amante di Proust. ndgf], quando ci informa che

    [Proust] leggeva i giornali con grande attenzione, non trascurava neanche i fatti di cronaca. Un fatto di cronaca raccontato da lui poteva diventare un romanzo a sfondo tragico o comico grazie alla sua immaginazione e alla sua fantasia.

    I fatti di cronaca su Le Figaro, il quotidiano che leggeva Proust, non erano per i deboli di cuore. Una certa mattina del maggio del 1914, i lettori sarebbero stati deliziati da alcune delle seguenti notizie:

    A Villeurbanne, a un incrocia affollato, un cavallo è saltato nella vettura posteriore di un tram buttando a terra tutti i passeggeri, di cui tre, seriamente feriti, sono stati ricoverati in ospedale.

    Mentre mostrava a un amico il funzionamento di una centrale elettrica ad Aube, Marcel Peigny ha messo un dito su un cavo dell'alta tensione restando immediatamente fulminato.

    Jules Renard, insegnante, si è suicidato ieri in metropolitana, alla stazione Répubblique, con un colpo di pistola al petto. Renard soffriva di una malattia incurabile.

    In che tipo di romanzi tragici o comici si sarebbero trasformate queste notizie? Jules renard? Un insegnante di chimica asmatico e infelicemente sposato, impiegato presso una scuola femminile della Rive Gauche, a cui è stato diagnosticato un tumore al colon: echi di Balzac, Dostoevskij e Zola. Marcel Peigny fulminato? Ucciso mentre voleva impressionare un amico con la sua esperienza in impianti elettrici per incoraggiare un'unione tra suo figlio dal labbro leporino, Serge, e la figlia del suo amico, Mathilde, che non ha nemmeno il busto ortopedico. E il cavallo a Villeurbanne? Una capriola nel tram provocata da nostalgia per una carriera di salto agli ostacoli, o per vendetta contro l'omnibus che aveva di recente ucciso sulla piazza del mercato un suo fratello poi ridotto a bistecche: soggetto adattissimo a un romanzo d'appendice.

    (...) E forse molta letteratura e molto teatro si sarebbero rivelati assai meno avvincenti, o addirittura non ci avrebbero detto nulla, se il nostro primo incontro con l'argomento fosse avvenuto a colazione sotto forma di una notizia di cronaca.

    Tragica fine di due innamorati veronesi: credendo che la fidanzata fosse morta, un giovane si è tolto la vita. Scoperta la sorte del suo amante, la donna si è uccisa a sua volta.

    Russia: Problemi familiari inducono una giovane madre a gettarsi sotto un treno.

    Francia: Giovane madre si avvelena con l'arsenico e muore in una cittadina di provincia per problemi familiari.

    Ma la grandezza di Shakespeare, Tolstoj e Flaubert è tale che qualunque persona ragionevole non può non pensare che ci sia qualcosa di particolare in Romeo, Anna ed Emma, qualcosa che fa di loro dei personaggi adatti alla grande letteratura o a una rappresentazione al Globe, anche se mescolati con il cavallo che fa le capriole a Villeurbane e al Marcel Peigny morto fulminato a Aube. Da qui l'affermazione di Proust che la grandezza delle opere d'arte non ha niente a che fare con la maggiore o minore originalità del soggetto, ma dipende interamente da come quel soggetto viene trattato. Di conseguenza, tutto è potenzialmente un soggetto adatto per l'arte e possiamo fare scoperte interessati nei Pensieri di Pascla come in una pubblicità per il sapone.

    Tratto da:

    Alain de Botton
    "Come Proust può cambiarvi la vita"
    Guanda

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    OGGI: presto lavori in corso...

    di francescogallo (19/07/2004 - 22:24)

    Ehm, scusate?

    Volevo solo avvertirvi che in questi giorni cercherò di rendere il mio blog può personale al livello grafico.

    Non so cosa ne verrà fuori, intanto, però, io ci provo.

    A presto!

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    OGGI: festa

    di francescogallo (18/07/2004 - 21:49)

    Io?
    Volete davvero sapere chi sono io?
    Niente di più semplice.

    Io sono quello -- vi faccio un esempio, così lo capite al volo, chi sono io -- io sono quello che, quando va alle feste -- di solito alle feste degli altri, degli amici, dei cugini più grandi, dei parenti alla lontana (i migliori... sono sempre i migliori) perchè, da solo, le feste non le ha mai date -- e, in un punto ben preciso della serata (se le feste sono organizzate alla sera, il tutto avviene durante un punto ben preciso della serata, o, altrimenti, se le feste sono organizzare durante il giorno, il tutto avviene durante un punto ben preciso della giornata), quando gran parte delle presentazioni sono state fatte -- e tu hai, quasi (ma solo per un attimo), l'assoluta certezza che i nomi di queste persone, di tutte queste persone che ti hanno, tutte insieme, adocchiate in centinaia di modi diversi, mentre facevi il tuo ingresso nella stanza con il tavolo pieno di tovagliolini -- di solito sono colorati: giallo canarino, rosa pastello, rosa mestruo (!!!) -- stretto le mani, o, meglio, la mano, in un centinaio di modi diversi, e, ancora, baciato sulle guance, nei modi più differenti (quasi quasi, ma sì, dài, ti viene voglia di distinguere, tra i partecipanti alla festa -- lo sai, per una di quelle tue stupide classifiche con cui metti il programma di excel alla prova --, quelli che ti hanno baciato prima sulla guancia sinistra e poi sulla destra e quelli che ti hanno baciato prima sulla guancia destra e poi sulla sinistra e, tanto ci sono sempre, quelli con cui, per un momento d'imbarazzo, sei rimasto sospeso a tu per tu, proprio di fronte, le labbra pericolosamente a pochi centimetri di distanza -- quando capita con i ragazzi! Gente: le feste alle scuole medie! Le migliori figuracce della mia vita... beh, quasi --), tutti i nomi di questa gente, dicevo, sei sicuro, ma solo per un attimo, lo ripeto, che te li ricorderai per tutta la tua vita (devi solo decidere se si tratta di una cosa positiva o negativa, in fin dei conti) e durante questo momento, quando la musica, manco a farlo apposta, si è appena fatta bella forte -- hanno appena messo su un pezzo dei RHCP -- e tutti che ti stanno intorno -- hanno formato, senza saperlo, una specie di semicerchio, e rimarrà l'unica cosa davvero notevole della serata -- parlano e parlano e parlano e ad un certo punto -- la canzone ha appena dato il via al suo assordante ritornello con le chitarre, i giri di basso e la batteria -- e tutte queste persone urlano come ossessi, e iniziano a non capirsi manco se parlassero tutti una lingua diversa, e si ripetono le cose manco fossero diventati dei rincoglioniti tutti in un botto, e allora io, io -- lo capite adesso che tipo sono io -- proprio a questo punto, mi accosto alla manopola del volume dello stereo -- devo ammetterlo: ho un fare un po' buffo, mentre lo faccio (o, forse, posseggo un fare un po' buffo sempre ) e rido, mentre lo faccio, e, poi, ebbene, sì, io lo abbasso, il volume, e mentre lo faccio tutti mi guardano, e mentre lo faccio dico anche Così, magari, se abbassiamo il volume, non siamo costretti ad urlarci, mentre parliamo.

    Ecco.
    Adesso sapete chi sono io.

    Come no.

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    OGGI: ma allora non si comporta come lo Scrittore della Domenica!

    di francescogallo (15/07/2004 - 17:43)

    Questa sì che è una notizia davvero elettrizzante!

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    OGGI: un (impossibile) regalo per un'amica

    di francescogallo (14/07/2004 - 22:24)

    Quello che conta è il pensiero, vero?

    Manolo Blahnik, costano 400 dollari.

    Belle, vero?

    E grazie di tutto.

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    OGGI: in attesa di una risposta

    di francescogallo (14/07/2004 - 00:03)

    Su questo blog sta accadendo qualcosa di...

    qualcosa di...

    qualcosa di...

    qualcosa di.

    Ecco. Non so. La sera -- quando, di solito, mi connetto -- metto mano al mouse, e navigo, allegramente, di qua e di là. Apro, con il classico clic, il siparietto dei "preferiti" (vi piace l'espressione "separietto"?) e scorro, per ordine di importanza, i vari blog che orbitano nella blogosfera e che mi piace leggere, o frequentare, o... fate un po' voi.

    E, fin qua (ci crederete), niente di strano.

    La mia navigazione procede in maniera molto ordinata.

    Quando la mia navigazione procede in maniera molto ordinata.

    Ad esempio, quando la mia navigazione procede in maniera molto ordinata...

    (effetto sonoro da flashback)

    L'altra sera, ad esempio, mi sono letteralmente "cecato" (vi piace l'espressione "cecato"?) a leggere un articolo, uscito su I MISERABILI, scritto da Francesco Piccolo su Aldo Busi...

    A questo punto, su Busi, occorrerebbe aprire -- ma che dico aprire, di più -- occorrerebbe SPALANCARE una parentesi grande come... come... non so, fate un po' voi (basta che sia davvero grande, però)

    su Aldo Busi, dicevo -- che io considero "IL PIU' GRANDE SCRITTORE ITALIANO DI TUTTI I TEMPI (E DI TUTTE LE GALASSIE, VISTO CHE CI SONO)" e senza averne letto nemmeno una pagina, badate -- c'era questo articolo di Francesco Piccolo che mi piaceva davvero molto, e allora sono andato fino in fondo a leggerlo, a sviscerarlo (nei limiti). E allora succede che, appunto, mi sono cecato.

    Chissà come mi rimproverà, il mio buon ottico, quando andrò a controllo da lui.

    (Chissà quando poi... mi tocca fare un controllo sull'agenda. Buffo: fare un controllo per sapere quando andare a controllo... vi piace l'espressione "andare a controllo"?)

    Magari, per farmi un dispetto, invece di quelle tabelle con scritte quella strane parole tipo:

        A
       ZW
      FHY
    PKRJL

    mi farà leggere una tabella illuminata con su scritto:

          B
        AS
       TAI
      NTER
     NETAL
    LASERA!

    Eh? Come in quegli incubi che faccio.
    Strani.
    Orribilmente strani.
    Squali.
    Proprio così.
    Io sogno squali.
    Tigri, martello, e quello proprio cattivo, sì, il GRANDE SQUALO BIANCO.
    Ci combatto. L'affronto.
    E, per nascondermi (la lotta è davvero estenuante), spruzzo dal sedere, attraverso la gomma della muta che indosso -- ho tutto l'armamentario: pinne, maschere, bombole, erogatore, segnasub... --, galassie di diarrea marroncina (che produco in grosse quantità, assieme all'ADRENALINA, per la grande paura che provo in quegli attimi) che sortiscono l'effetto (orribile, invece, quest'espresssione, nevvero? Sortiscono. Meglio producono? Beh, oramai è tardi. Io, lo sapete, scrivo di fretta)... che sortiscono l'effetto, dicevo, di spaventare e mettere in fuga lo squalo (se è vero che hanno un fiuto superbo, la puzza delle mie feci disciolte nell'acqua salata e gelida dell'oceano li disgusterà oltre ogni modo).

    Sogni così.

    Quando mi capita di sentire quei tipi strani che stanno in tivù, quando qualcuno gli chiede se sognano e, se sognano, cosa sognavano, questi tipi strani che stanno in tivù, rispondono sempre che sognano di volare.

    Liberi.

    E felici.

    Io no.

    Io non ho mai sognato di volare.

    Una volta ho sognato di essere la Sfinge

    (questo è un sogno statico)

    e un'altra volta ho sognato di essere il cuoco personale del Papa

    che poi, quando gli portavo personalmente il dolce -- crostata di mele --, lui, il papa, si toglieva quella cosa che tiene sempre sulla testa -- cos'è?, la papalina, forse? Non so, sono molto ignorante, in materia -- sempre lui, il papa, si scioglieva i ricci capelli biondi -- improvvisamente Giovanni Paolo II aveva un casino di ricci capelli biondi sulla testa -- e con un gesto rapido si toglieva una specie di membrava plasticosa dalla faccia proprio come fa TOM CRUISE in MISSION:IMPOSSIBLE e lui, il papa, si rivelava essere quella bella topolona di Antonella Clerici!

    (questo, invece, è un sogno dinamico)

    Oppure sogno di essere...

    Ma no, niente.

    Non è vero.

    Io non sogno mai.

    Però i sogni son belli.

    Eh sì.

    Proprio belli.